Impara l'Inglese a Brighton

E se il gruppo delle vacanze studio è composto soltanto da Italiani?

“Mamma, posso partire per una vacanza studio inglese a Brighton quest’Estate? Ci va anche la Mile!” La mamma sbuffa e pensa: è proprio questo il problema, Francesca, ci va anche la Mile! Cosa impari, se poi là passi tutto il tempo a parlare in Italiano con lei? Eh sì, questa è la grande perplessità dei genitori che devono decidere se investire in una vacanza studio all’estero per far imparare l’Inglese ai propri figlioli. Preoccupazione più che lecita, in particolar modo quando è ormai scritto anche sui muri che, per imparare l’Inglese, lo si deve parlare il più possibile. Ma valutiamo anche il rovescio della medaglia! È molto probabile che Francesca non oserebbe cimentarsi in una vacanza studio a Brighton senza l’appoggio emotivo della sua amica del cuore Mile. A sedici anni, avrebbe lecite remore ad affrontare il suo primo corso di lingua Inglese all’estero sola soletta. Bazzicando per i giardini e i locali sulla spiaggia della vivacissima Brighton, si sentirebbe di certo più tranquilla e a suo agio con la Mile accanto, e a quell’età, si sa, che una piccola difficoltà, se affrontata da soli, può essere un inghippo, in due si trasforma in un gioco e quattro risate, avendo comunque postumi didattici. Se Francesca non afferra il significato di una parola in Inglese, magari ci riesce la Mile e ne spiega a Francesca il significato. Non solo, Francesca, che è di per sé un po’ timida, può far fatica ad interagire in un contesto internazionale. La Mile, più spigliata, romperà il ghiaccio per tutte e due così, anche Francesca, potrà intavolare una costruttiva conversazione con un altro gruppo di studenti stranieri, anch’essi in vacanza studio per imparare l’Inglese e il cui unico mezzo di comunicazione è proprio l’Inglese. Infine Francesca e la Mile possono decidere di assaporare qualche manicaretto locale, … Read more

Impara l'inglese all'estero

Eppure a scuola avevo 8 in Inglese

È certo una gran fatica studiare l’Inglese durante l’anno scolastico, ma è anche una bella soddisfazione vedere scintillare un bell’otto tondo tondo in pagella a Giugno! Lo studente, premiato dai genitori, potrà cimentarsi in una vacanza studio all’estero: a Londra, Bristol, Cambridge e, perché no, potrebbe anche osare un po’ di più e tentare la sorte oltreoceano a New York, Boston, San Francisco! Quell’otto conquistato con tanto sudore, sarà il biglietto di via e l’assicurata sopravvivenza in terra straniera. Purtroppo lo studente all’estero non tarderà a realizzare che l’impatto con i “native speakers”, ovvero gli autoctoni madrelingua, che siano essi Inglesi, Americani o Canadesi, risulterà piuttosto traumatico e di dieci parole riusciranno a carpirne forse un paio. Del resto non c’è di che sorprendersi, se, come nel caso Italiano, la modalità di espressione di questi popoli trascende il contenuto dei libri di testo e si serve di espressioni idiomatiche, abbreviazioni, slang, per non parlare delle differenze sostanziali di pronuncia da regione a regione, seppur nel raggio di brevi distanze. Una solida base grammaticale non fa di certo male, ma occorre uno “sforzetto” in più per possedere davvero l’Inglese. Infatti, per procedere a regola d’arte, si dovrebbe intraprendere un percorso che miri all’apprendimento di un Inglese non prettamente scolastico, che permetta allo studente e, non dimentichiamo, al futuro lavoratore, di relazionarsi con il collega madrelingua con disinvoltura, utilizzando idiomi e sostenendo così una conversazione fluente. Esistono vere e proprie certificazioni riconosciute a livello internazionale, che possono essere conseguite dopo un corso di lingua Inglese all’estero. Estremamente gettonate sono lo IELTS o il TOEFL che allenano lo studente ad ascolto, lettura, scrittura e conversazione e che, accettate tutt’oggi in prestigiose università Italiane per scopi accademici, permettono l’esclusione totale di vari esami di lingua Inglese. Esistono anche certificazioni di livello molto più avanzato, … Read more